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Ancora una causa persa…… dal Direttore ASL Pescara

La Corte d’Appello dell’Aquila ha cancellato il giorno di sospensione inflitto a Gabriele Pasqualone, segretario provinciale Fials.

Nel 2011 Il Direttore della ASL di Pescara Claudio D’Amario, in un blitz personale di controllo all’ospedale di Penne dove Pasqualone opera come infermiere nella medicina generale, non lo trovò in Reparto.

Da subito suscitò scalpore il fatto che fosse un Direttore ad operare sontrolli nei confronti del personale, ma c’è una spiegazione….

Il 23 marzo 2011. In un’intervista apparsa sul quotidiano regionale Il Centro, Pasqualone – all’epoca consigliere comunale di maggioranza nel governo di Donato Di Marcoberardino alla guida del Comune di Penne (Pe) e segretario provinciale della Fials – espresse critiche all’operato della direzione della Asl in relazione alle carenze di personale e di risorse all’ospedale San Massimo.

Nella stessa giornata in cui fu pubblicato l’articolo, D’Amario, si precipitò a Penne nel reparto di Medicina, dove Pasqualone era in servizio nel turno pomeridiano per “controllare” la sua presenza.

Non lo trovò nel Reparto. Pasqualone era – come poi ha stabilito la Corte d’Appello qualche giorno fa – impegnato in incombenze proprie della sua figura professionale.

Ma D’Amario senza alcun indugio e senza chiedere motivazioni, segnalò con una nota personale l’assenza non autorizzata all’allora direttore sanitario facente funzione dell’ospedale di Penne, il cardiologo Angelo Vacri, che contestò a Pasqualone l’indebito allontanamento dal luogo di lavoro senza che ne avesse dato notizia, e sostenendo di aver sguarnito il reparto.

La sanzione ebbe un rilievo pubblico sugli organi di informazione locali e regionali e colpì Pasqualone a ridosso delle elezioni amministrative del 15 maggio 2011 in cui era candidato nella lista che sosteneva Rocco D’Alfonso, vincitrice della sfida elettorale.

Pasqualone venne comunque eletto consigliere comunale.

Ancora una volta, dopo i trasferimenti, le denunce contro alcune dichiarazioni del nostro Sindacato, note ed ordini di servizio, la Magistratura riconosce – ancora una volta – non lecito l’operato del Direttore Generale della ASL di Pescara.

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